Regime Dichiarativo o Amministrato per Investitori

Regime Dichiarativo o Amministrato per Investitori

Regime Dichiarativo o Amministrato, quale scegliere e quali sono i vantaggi? La scelta del regime fiscale è un passo molto importante quando si apre un conto di trading.

In questo articolo, vedremo le principali differenze tra i 2 regimi fiscali per aiutarti a scegliere in modo consapevole.

La normativa di riferimento è il DLGS 461/97, che prevede la scelta tra 2 regimi fiscali:

• Regime Dichiarativo;

• Regime del risparmio amministrato.

Regime Dichiarativo: quando sceglierlo?


Puoi scegliere il Regime Dichiarativo come regime fiscale per opzione al momento dell’apertura del conto. Si può cambiare la scelta al 31/12 di ogni anno.

Come funziona il Regime Dichiarativo?


Scegliendo il Regime Dichiarativo, il cliente ha l’onere di inserire nella propria dichiarazione dei redditi gli eventuali profitti da trading e di versare in maniera autonoma le imposte dovute. 


Le plusvalenze, al netto delle minusvalenze realizzate nello stesso anno solare o di quelle riportate da anni precedenti, purché entro il quarto, dovranno essere riportate nella dichiarazione fiscale per la liquidazione della relativa imposta (imposta sostitutiva del 26%).


Quando è obbligatorio il Regime Dichiarativo?

Il Regime Dichiarativo è obbligatorio e quindi imposto dalla legge nei seguenti casi:


  • per il calcolo delle plusvalenze o minusvalenze delle operazioni in valuta estera, ma solo se la giacenza di tutti i depositi o conti correnti supera i 51.645,69 euro per sette giorni lavorativi consecutivi;
  • se il broker è estero. In tal caso il contribuente ha l’obbligo di compilare la dichiarazione dei redditi ai fini dell’assolvimento dell’imposta IVAFE e del monitoraggio fiscale (quadro RW). Detenere un conto estero comporta sempre l’obbligo di dichiarazione anche se non è stato movimentato o ci sono state solo perdite.

Regime del Risparmio Amministrato: come funziona?

Scegliendo come regime fiscale il Regime del Risparmio Amministrato, tutto viene gestito dal sostituto d’imposta, broker o banca. Questo calcolerà l’importo giornaliero delle plusvalenze e minusvalenze generate e provvederà agli eventuali addebiti direttamente sul conto trading, esonerando il contribuente da qualsiasi adempimento.


A prima vista, il Regime del Risparmio Amministrato sembrerebbe il regime fiscale più conveniente e più comodo per trader e investitori. Infatti, apparentemente il contribuente non deve pensare a nulla. Tuttavia, in realtà è proprio il contrario.


Regime Amministrato e Regime Dichiarativo: quali differenze?

Ecco le principali differenze tra Dichiarativo e Amministrato.

Regime Dichiarativo

  • Devo presentare la dichiarazione dei redditi.
  • Devo pagare le imposte.
  • È obbligatorio dichiarare plusvalenze e minusvalenze generate nell’anno solare.
  • Imposta sostitutiva del 26% dopo 1 anno.
  • Zero arrotondamenti.
  • Cambio ufficiale.

 Regime del Risparmio Amministrato

  • Non devo presentare la dichiarazione dei redditi perché  ci pensa il sostituto d’imposta.
  • Il sostituto d’imposta versa le imposte.
  • Devo dichiarare le plusvalenze e minusvalenze giornaliere.
  • Imposta sostitutiva del 26% subito.
  • Arrotondamenti a discrezione della banca.
  • Cambio più vantaggioso per la banca

Regime Dichiarativo: quali sono i vantaggi?

Dopo aver visto le differenze tra Dichiarativo e Amministrato, approfondiamo ora quali sono i vantaggi del Regime Dichiarativo.


Ci permette di inserire nel Modello Redditi PF le minusvalenze e riportarle nei successivi quattro periodi d’imposta.


Possiamo compensare le plusvalenze ottenute con un altro broker con le minusvalenze fino al quarto anno, diminuendo così la pressione fiscale all’interno dello stesso periodo d’imposta.


Optando per il Regime Dichiarativo l’imposta sostitutiva del 26% viene applicata sulla plusvalenza derivante da tutte le operazioni effettuate dal trader nell’anno solare.


Di conseguenza, nel corso dell’anno potrà reinvestire i miei profitti mentre  nel regime amministrato l’imposta sostitutiva viene applicata sulla singola operazione e non a fine anno. 

Inoltre chiediamoci: in caso di cambio valuta le commissioni di un broker sono inferiori o maggiori a quelle di una banca? Sicuramente sono maggiori quelle delle banche. Il Regime Dichiarativo, quindi, ci consente di avere anche questo risparmio.


A questo punto possiamo comprendere come e perché sia conveniente il Regime Dichiarativo. 


Come si compilano i quadri del Modello Redditi PF?

Ora che hai capito i vantaggi nel scegliere il Regime Dichiarativo, ti starai chiedendo cosa devi fare per dichiarare il tuo conto trading. 


Devi sapere che il Governo Italiano non ama le cose semplici. Non è solo interessato al risultato finale, ma anche a come si è arrivati a quel risultato.


Quindi, dovrai tenere traccia di tutte le operazioni fatte, del cambio valutario di quello specifico giorno, di eventuali interessi o dividendi percepiti e così via. Anche per chi non ha una grande operatività, può diventare un tormento in sede di dichiarazione dei redditi andare a fare una compilazione dei redditi il più possibile veritiera.


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